Statuto della petizione
Sebastiano, un randagio buono quanto sfortunato. Prima la morte violenta durante la cattura da parte del personale ASL, poi le menzogne e i tentativi di minimizzare l'accaduto, la volontà di 5800 cittadini e 46 Associazioni - espressa tramite una petizione - completamente ignorata e infine una assoluzione piena.
Senza entrare nel merito di questo ultimo procedimento penale, ricordiamo he la ASL di L'Aquila responsabile di altre soppressioni ingiustificate - e improprie, in quanto la ASL "interpreta" la legge a propria discrezione - tanto che di recente c'è stata una condanna per la soppressione dei cuccioli in località Roio.
Le istituzioni ricordino che le leggi - anche quelle che tutelano "solo" gli animali - esistono e vanno fatte rispettare specie a chi di istituto è preposto dalla Legge alla loro tutela.
Ora c'è il concreto rischio di una totale perdita di fiducia nella Pubblica Amministrazione e nella Magistratura nel gestire questi casi. Di conseguenza, purtroppo, la legge potrebbe venire "interpretata" anche da chi i randagi intende difenderli. Nessuno vuole altri randagi e nessuno intende che prolifichino - tanto meno gli animalisti - ma questi sfortunati cani DEVONO poter vivere una vita dignitosa, senza correre il rischio di diventare vittime di giustizia sommaria.
Si fa notare infine come i comportamenti violenti e l'uccisione gratuita di animali - fatti troppo spesso sottovalutati dalla giustizia - sono da sempre allo studio di psichiatri e criminologi, in quanto indicatori di qualcosa di più serio. In paesi più attenti a queste tematiche esistono dei veri e propri osservatori, e vengono svolte ricerche che mettono in relazione questi comportamenti con la violenza interpersonale.Infine vorremmo fare una domanda a tutti ? come è morto Sebastiano? Si sarà suicidato?
E ancora chi a visto e tace riesce a dormire tranquillo? L'assoluzione c'è stata in quanto mancavano elementi probatori sufficienti. Di seguito la sentenza:
«Assolti perché il fatto non costituisce reato». È la sentenza
pronunciata nel tardo pomeriggio di ieri dal giudice unico del
Tribunale che ha messo fine alla vicenda giudiziaria di “Sebastianoâ€,
un incrocio di pastore abruzzese maschio di giovane età , morto
secondo l’accusa) dopo una serie di maltrattamenti.
Sotto inchiesta per la vicenda che aveva fatto infuriare le
associazioni animaliste erano finiti in tre: Saverio Flamini
(dirigente veterinario della Asl), Paolo Alessandri (ausiliario in
servizio alla stessa Asl) e una terza persona anche lui ausiliario,
morto lo scorso anno. Per i tre imputati (assistiti dagli avvocati
Ulderico Persichetti e Ernesto e Massimiliano Venta) il giudice
Giuseppe Romano Gargarella ha sentenziato con l’assoluzione.
Il via all’inchiesta era stata data da Cristina Graziani, del gruppo
regionale dei Verdi, veterinario, testimone dell’episodio. La Graziani
aveva rinvenuto il cane (prelevato in ottima salute) in una pozza di
sangue all’interno della cella frigorifera del servizio Veterinario
della Asl, dopo la cattura dell’animale avvenuto pochi passi dalla sede dell’Inps.
Vogliamo chiarezza e giustizia.
ogni informazione a http://randagismo.info/associazioni/ASL/
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