Statuto della petizione
In 20 anni di attività sul territorio sono stati aperti i centri di aggregazione per ragazzi disabili, tutt'ora attivi, sono stati realizzati percorsi di integrazione sociale per fasce ad alto rischio di emarginazione (ex tossicodipendenti, ex detenuti, malati psichiatrici), sono state attivate con buoni risultati progetti di avviamento al lavoro attraverso Borse Lavoro e di formazione professionale, è attualmente attivo l'internet social point che mette a disposizione gratuitamente i computer per il collegamento in rete e dove affluiscono svariate tipologie d'utenza, sia minori, sia richiedenti asilo, sia persone impossibilitate per motivi economici ad avere questo servizio nelle proprie case,continuano le collaborazione con il Ministero di Grazia e Giustizia, è stato avviato un progetto di educazione alla legalità con la Provincia, continua ad essere attivo e frequentato da minori e giovani di tutta la Locride il progetto La Gurfata.
Il gruppo "Gurfata" nasce nel 1997 dall'esperienza dei centri di aggregazione sociale finanziati dalla legge 285, quale opportunità lavorativa per i ragazzi del territorio nell'ottica del sano protagonismo giovanile quale espressione positiva di capacità di aggregazione e cooperazione.
Si propone in seguito come una vera e propria imprenditoria giovanile finalizzata ad
offrire opportunità lavorative pulite e di impegno personale.
Il nome deriva da un termine greco, ancora in uso nel dialetto locale ed indica il vento di libeccio. E' stato scelto dai ragazzi come augurio affinchè un vento nuovo possa soffiare nelle strade del nostro territorio.
Nel 2001 il progetto “La Gurfata” vince il premio “Le chiavi del Sorriso” offerto dall'Associazione Cesar che ogni anno premia 8 associazioni le cui iniziative siano riconosciute propositive ed attive nel sociale.
A seguito di tale premio il gruppo viene monitorato in un dottorato di ricerca dell'Università degli Studi di Urbino come uno dei progetti su tutto il territorio nazionale, della legge 285, con maggiore ricaduta positiva sul territorio di attuazione.
La Gurfata, ancora opera, nonostante il finanziamento si sia concluso nel 2001, continua a
raccogliere ragazzi del territorio e, attraverso il teatro di strada, ha come obiettivo l'educazione alla legalità come impegno personale e non come “delega” ad altri.
I ragazzi che fanno parte del gruppo sono vera testimonianza di quanto accade nella Locride
e della voglia di riscatto che continua ad essere viva in tanti giovani ed in tante persone, testimoniano anche fuori regione l'impegno di una terra decisa a cambiare.
Oggi la sopravvivenza del segretariato sociale, la continuità dei laboratori per i disabili, la possibilità di accedere all'internet social point per tante persone, l'accoglienza che il Gruppo “La gurfata” continua a fare a tanti giovani del territorio viene messa a repentaglio.
Nessuno discute sulla necessità di ristrutturare l'immobile ma bensì sulla mancanza di garanzie e di assicurazioni che la Cooperativa possa continuare il lavoro svolto in 20 anni, senza mai venire meno agli scopi Statuari della Zappia, in quella struttura che è ormai diventata la casa di tanta gente nella Locride.
Per questi motivi, per non fare finire quella che si è rivelata sempre e comunque una realtà
viva ed operante, fatta di persone e non solo di finanziamenti, che ha saputo produrre nuova cultura in tanta gente, chiediamo che gli Enti Locali, le Pubbliche Amministrazioni e tutti gli Attori della Società Civile, si facciano carico di questo problema affinchè la Cooperativa Sociale Mistya e i ragazzi che ne fanno parte, possano continuare nel cammino di legalità e impegno portato avanti fino a questo momento.
NOTA SULLA FONDAZIONE ZAPPIA
”LE FINALITA', L'ETICA... UNA QUESTIONE MORALE!”
Nel 1960 veniva pubblicato a Roma il testamento del Dottor Giuseppe Zappia, Magistrato della Suprema Corte di Cassazione il quale aveva deciso che, alla sua morte, il suo patrimonio fosse utilizzato per costituire una Fondazione a scopo benefico che portasse il suo nome e ricordasse nel territorio la sua famiglia.
Scelse ed indicò gli organi che dovevano controllare e condurre il tutto stabilendo che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione fosse formato da:
(le parti in neretto sono tratte dai documenti originali)
1 membro nominato dal Distretto Scolastico di Locri;
1 membro designato da S.E. il Vescovo della Diocesi di Locri Gerace;
1 membro nominato dal Consiglio Comunale di Locri;
1 membro nominato dall’Ente di Assistenza di Locri (oggi ASL n.9)
1 membro designato dal Pretore del mandamento di Locri.
Stabilì, inoltre, che tutti i componenti fossero residenti a Locri e che “non si trovino in alcuna delle condizioni di incapacità e di incompatibilità previste dalle disposizioni di legge in vigore e che godino di una situazione di probità, benemerenza e incensurata onestà
e dovranno prestare la loro opera gratuitamente”
Altra richiesta del Dottor Zappia fu che “per ogni anno, in ricorrenza dell’anniversario della
morte del Fondatore e dei suoi genitori e degli zii paterni i quali tutti, con il loro lavoro e risparmio, costituirono il patrimonio immobiliare e mobiliare della Fondazione, la stessa curerà di fare celebrare una S. Messa in suffragio delle loro Anime. Nella commemorazione dei Defunti dovrà essere celebrata una S. Messa nella cappella di famiglia nel cimitero di Locri e dovrà essere portata anche una corona di fiori. A tale Messa dovranno assistere tutti i ricoverati.”
Per tutto questo, il 4 settembre 1962, il Presidente della Repubblica decretò:
Che la Fondazione Zappia con sede in Locri è eretta in ente morale
Il 16.03.1989 venne stipulata una convenzione tra la Fondazione Zappia e il Centro Comunitario Gesù Risorto – Ente Morale, impegnato ad operare in numerose località italiane per la valorizzazione sociale e personale dei giovani e dei disabili, con sede in Capodarco di Fermo (oggi ente capofila del CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – al quale la
Cooperativa Sociale Mistya aderisce) si stabilisce che la struttura viene concessa in comodato d’uso gratuito per la realizzazione di:
Attività di segretariato sociale;
Servizi di aggregazione sociale;
Attività formative;
Attività per i giovani;
Attività attinenti l’emarginazione e la cultura della pace;
Attività socio-assistenziali residenziali e semiresidenziali
Ed inizia così il cammino della Cooperativa Sociale Mistya nella locride... Cammino che
rischia di fermarsi nel momento in cui lo spirito del lascito viene tradito e le attività costruite con anni ed anni di lavoro, in un territorio complesso, resteranno senza sede e spazi adeguati! Non vogliamo sollevare in questa sede una questione legale, considerando che siamo in attesa delle decisioni di un tribunale per l’eventuale sfratto esecutivo, ma riteniamo sia doveroso farne una questione morale, perché è inammissibile che una realtà viva e operante da oltre vent’anni e che ha credibilità possa di andare in fumo in questo modo... non è quello che voleva il Dott. Giuseppe Zappia e che non vogliamo nemmeno noi! E' sulla questione morale che le Istituzioni ed i loro rappresentanti devono rispondere!
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