Statuto della petizione
Ai Consiglieri Comunali di Pomezia
Al Sindaco e alla Giunta Comunale
Oggetto: Petizione popolare per chiedere la ripubblicizzazione della Pomezia Servizi SpA.
Noi sottoscritti, cittadine e cittadini di Pomezia,
con la presente petizione popolare ci rivolgono a voi affinché possiate porre in essere tutti gli atti per tornare ad una gestione pubblica della società Pomezia Servizi SpA, attualmente configurata come ente di diritto privato.
PREMESSO CHE
siamo da sempre convinti che i Servizi Pubblici locali si configurino come un diritto di tutte le cittadine e i cittadini, e che l'accesso agli stessi deve essere garantito dagli amministratori locali;
sia diritto dell'Ente Locale di governare ed esercitare la propria sovranità a livello di comunità, secondo il programma del Sindaco scelto dai cittadini attraverso libere elezioni;
questo mandato debba essere inteso da parte degli Amministratori locali come una delega dei cittadini alla gestione dei beni comuni e non a decidere su loro tale natura, potendo così venderli e privatizzarli (per fare un semplice esempio, riuscireste ad immaginare un amministratore di condominio che, chiamato ad amministrare le parti in comune di uno stabile, decide di vendere l’ascensore);
in questo periodo state decidendo di far fronte alle difficoltà di bilancio mettendo sul mercato i beni comuni dei pometini e tra questi la stessa Pomezia Servizi SpA di cui a quanto trapela il 49% verrà ceduto a privati;
SAPENDO CHE
le Società per Azioni (SpA) configurandosi quali enti di diritto privato negano di fatto l’accesso dei cittadini agli atti – al contrario di quanto avviene con gli enti pubblici dove ogni atto è pubblico e visionabile da tutti – con evidente compressione dei criteri di trasparenza, cosa aggravata ancor di più dal fatto che qui si parla di negare ai cittadini l’informativa su servizi pubblici locali che direttamente li riguardano;
il Consiglio Comunale – in quanto organo rappresentativo dei cittadini – non ha alcun potere di interdizione o di controllo sugli atti posti in essere dalle Società per Azioni, ad iniziare da quelli più importanti: i bilanci e i piani industriali;
le Società per Azioni, ancor di più quando entreranno i soci privati, avranno come obiettivo primario della loro attività la produzione di utili e profitti da dividere poi tra gli azionisti. Profitti che avvengono con l’aumento delle tariffe o con la riduzione dei diritti dei lavoratori (in alcuni casi con entrambi);
tali società possono assumere per chiamata diretta senza dover necessariamente espletare concorsi o selezioni pubbliche, diventando così un coacervo di clientelismi di ogni genere;
è falso ciò che spesso si sente dire, ovvero che la liberalizzazione/privatizzazione dei Servizi Pubblici è imposta dalle normative europee.
Al contrario, Trattati e Direttive e da ultimo la Commissione Europea in persona afferma che “... le autorità competenti (Stato, regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”. Principio ribadito dalla stessa Commissione Europea precisando che solo se le Autorità competenti, come il nostro Comune, scelgono di abbandonare il settore pubblico e di affidarsi al settore privato, solo in questo caso devono sottostare alle regole del mercato;
lo stesso articolo 23 bis dell'ultima Legge Finanziaria che impone agli Enti Locali di privatizzare i Servizi Pubblici presenta aspetti di anticostituzionalità e incoerenza con le normative vigenti su cui vi invitiamo a documentarvi. Già 3 Regioni hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale per violazione dell'Art. 117 della Costituzione. L'avvio del federalismo in esso previsto è infatti contraddittorio dall'Art. 23/bis in questione in quanto rinnega ogni autonomia agli Enti Locali in un campo come quello dei Servizi Pubblici Locali che dovrebbe essere il terreno privilegiato del federalismo, delle politiche del territorio, del rapporto diretto e della partecipazione dei cittadini;
CONSIDERATO CHE:
se tasse, servizi sociali, farmacie, manutenzione del verde e delle strade, raccolta rifiuti, acqua, trasporti, ecc. sono in mano a Società per Azioni e quindi ne decidono i Consigli di Amministrazione, non capiamo bene per quale motivo siamo ancora chiamati a votare i Consigli Comunali e il Sindaco (tornando all’esempio dell’amministratore di condominio, quando vengono a mancare gli spazi e i beni comuni da amministrare in uno stabile, crediamo non serve neanche più l’amministratore);
CHIEDIAMO CHE:
si proceda immediatamente alla ripubblicizzazione della Pomezia Servizi SpA, trasformando la stessa in una azienda speciale (magari consorziandola con altre aziende di comuni limitrofi) per quanto riguarda alcuni servizi e riconducendone altri invece all'interno del Comune, garantendo in tal modo la sua natura di ente pubblico che torni a rispondere a quei criteri di trasparenza e di controllo necessari quando si parla di Servizi Pubblici Locali, nell’interesse e nel rispetto di tutte le cittadine e i cittadini.
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