Statuto della petizione
<h2>Chi Ricerca... cosa trova ?</h2>
<h3>Mozione dei precari della Ricerca operanti nell’area di Catania</h3>
I lavoratori precari operanti nella ricerca scientifica nell’area di Catania, approfonditi gli effetti della manovra sugli Enti Pubblici di Ricerca
giudicano negativamente la politica adottata dal governo in tema di Università e Ricerca Scientifica.
Tutti i provvedimenti intrapresi, quali tagli ai fondi, blocco del ricambio generazionale nel personale, riduzione della pianta organica, blocco dei processi di stabilizzazione e trasformazione delle università in fondazioni private, rappresentano azioni che da qui a qualche anno promettono di portare al collasso il sistema pubblico della ricerca e dell'università , aprendo la strada alla perdita del lavoro alle migliaia di persone (circa il 50% dei lavoratori) che garantiscono una parte fondamentale dell'attività degli Enti di Ricerca ed anche ad una riduzione drastica del diritto allo studio per molti giovani.
La triste situazione di migliaia di lavoratori precari che, nel campo della ricerca sono stati, ripetutamente assunti e riassunti solo con contratti a termine, verrà così risolto premiando il lavoro ed i sacrifici di tanti anni “mandando tutti a casa†, annullando così l’intera ricerca scientifica in Italia.
Quasi tutti i più grandi risultati scientifici riconosciuti alla nazione italiana si fondano sul lavoro di tanti anni di tutti quei dottorandi, borsisti, e lavoratori precari a cui il governo ha deciso di chiudere le porte a possibili assunzioni.
Quale futuro può avere una nazione che dopo aver speso soldi e tempo a formare generazioni di ricercatori, decide di licenziarli in blocco? Come può progredire un paese che costringe le sue menti migliori a cercare lavoro all’estero? Quale futuro possono avere le università che formeranno le future generazioni senza un adeguato ricambio generazionale della classe insegnante?
Di fronte a questo scenario ed alla mancanza di qualunque proposta per lo sviluppo della ricerca scientifica nel paese, l’ assemblea dei precari propone, di contro, di investire maggiormente nella ricerca pubblica, allineandosi ai criteri dettati dai Trattati di Lisbona, così da offrire a chi lavora in essa assunzioni stabili che ne premino i meriti.
La condizione di precariato erroneamente viene considerata come uno stimolo per i ricercatori. Testimoniamo invece che essa ci toglie dignità sociale e costituisce un costante freno per il nostro impegno in quanto sentiamo quotidianamente gravare su di noi lo spettro di un futuro inevitabile licenziamento.
Tristemente osserviamo come le qualità dei ricercatori italiani sono apprezzate ed utilizzate in quasi tutti i paesi sviluppati tranne che nel nostro. Restiamo fermamente convinti che la ricerca scientifica rappresenti un settore strategico per una nazione fortemente sviluppata tecnologicamente come l’Italia. Riteniamo quindi che proprio un maggiore investimento verso quello che senza dubbio costituisce un potenziale oggettivo della nostra nazione, la presenza dei giovani ricercatori appunto, possa essere un valido motore per far ripartire il paese uscendo da questo periodo di crisi.
Siamo coscienti del grave momento di difficoltà e delle limitate risorse economiche a disposizione, ma chiediamo al Governo ed ai Vertici degli Enti di Ricerca e delle Università di affrontare con serietà il problema del rilancio della ricerca piuttosto che agire solo con tagli ai fondi ed al personale. Riteniamo a questo proposito necessaria una giusta separazione del campo della ricerca scientifica dal campo del pubblico impiego.
Siamo certi che il nostro attuale contributo allo sviluppo della nazione è altissimo. Ci auguriamo quindi che al più presto possano essere proposte delle forme di censimento e di controllo sul lavoro dei precari nella ricerca che ci garantiscano di essere trattati secondo i nostri meriti ed i risultati del nostro lavoro quotidiano.
Ci auguriamo che questa protesta venga condivisa da quanti nel campo dell’università e degli enti di ricerca ne condividono i contenuti.
Catania 15/10/2008
I promotori della mozione
I lavoratori precari del Consorzio COMETA
I lavoratori precari del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sezioni di Catania
I lavoratori precari del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Universita' di Catania
I lavoratori precari dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare della sezione di Catania
I lavoratori precari dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Laboratorio Nazionale del Sud
I lavoratori precari dell'Istituto Nazionale di AstroFisica, sezione di Catania
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