|
|
4.228 firme |
|
Al Prof. Mauro Masi, Coordinatore del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale. Invio anche Lei la lettera aperta che ho spedito alle persone sotto elencate, lo scopo ?uello di sollecitare, da parte del Comitato da Lei presieduto, l'audizione delle istanze e proposte di cui siamo portatori. Siamo la sola Associazione Italiana che incarna le aspettative delle persone che praticano il file sharing di opere protette dal diritto d'autore, milioni di persone impropriamente equiparate ai ladri. Escludere questa voce dalle audizioni del Comitato da Lei presieduto sarebbe una imperdonabile lacuna democratica della pluralit?i voci che questo Organismo da Lei presieduto dovrebbe prendere in considerazione, una vera mutilazione del concetto democratico per la formazione delle idee. Al Presidente del Consiglio dei Ministri; al Ministro dei Beni e le Attivit?ulturali; al Ministro degli Affari Interni. Egregio Prof. Masi, poich?nonostante i numerosi comunicati stampa inviati ed a parte qualche frammentaria notizia apparsa in Rete, nessuno dei tradizionali mass media ne ha dato notizia, ho preso l'iniziativa di redigere questo comunicato per informarLa che, il giorno 13 dicembre 2008, abbiamo promosso in 4 citt?taliane manifestazioni volte a sollecitare l?iniziativa politica per legalizzare in Internet la condivisione ? purch?on a fine di lucro - di opere protette dal diritto d'autore. Non ?n mistero per nessuno che anche in Italia ci siano milioni di persone che attraverso la rete telematica condividono musica, film ed altre opere dell'ingegno e questi cittadini vengono, dagli autori e dall'industria dell'intrattenimento, definiti ladri nella convinzione che, se non fosse possibile reperire le opere in questo modo, esse verrebbero legalmente acquistate. E? vero, le persone scaricano da Internet molte cose, ma ?ltrettanto vero che, se non potessero ottenerle in quel modo, difficilmente spenderebbero dei soldi per acquistarle attraverso canali legali. In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo ?ssai probabile, infatti, che di molte opere se ne farebbe a meno (in particolare quelle meno recenti), mentre altre potrebbero essere reperibili, ad esempio, da registrazioni dalle radio, dalle TV, da copie effettuate tramite acquisti collettivi (prima della diffusione massiccia delle connessioni a banda larga questa era la prassi costante) o - ancora peggio - acquistandole attingendo al vastissimo mercato illegale. Invece, grazie alla possibilit?i scaricare tali opere da Internet, questo mercato clandestino si ?in questi ultimi anni, di molto ridotto. Siamo a conoscenza che al momento ci sono forti pressioni per introdurre, non solo in Italia, una legislazione che ? a nostro avviso ? viola la privacy, in quanto delega ai privati il monitoraggio e l'intercettazione delle comunicazioni in Internet, nonch?'estromissione dalla stessa di quegli utenti che, attraverso il file sharing, contravvengono la disciplina del diritto d'autore, ma osiamo sperare che la Sua sensibilit?er la privacy e per la dottrina liberale non voglia cedere a siffatte misure invasive ed oscurantiste. Concorder?on noi riguardo al fatto che l'arte, la cultura e la conoscenza non debbano essere mercificate oltre una certa soglia, come crediamo fermamente che sarebbe un grande traguardo per un Governo volto al progresso il riuscire a rendere tutto ci?la portata anche dei ceti meno abbienti nel modo pi?pio ed immediato possibile. Invece di combattere una battaglia per tutelare la propriet?ntellettuale con sistemi criminalizzanti e accentratori, ci permettiamo di suggerire quanto possa essere pi?oficuo intraprendere un percorso in grado di apportare degli utili anche attraverso la condivisione di opere d?ingegno, purch?ovviamente, non vi siano fini commerciali. Questa strada ? a nostro avviso - percorribile attraverso l'istituzione di un sistema di licenze collettive che legalizzino le condivisioni telematiche non a scopo di lucro, utilizzando a tal fine dei particolari siti che facciano da filtro affinch?e opere condivise non siano di qualit?levata da sostituire l'acquisto dell?originale, ma ? piuttosto - possano essere considerate ?copie di valutazione e promozione? e, come tali, persino propedeutiche all'acquisto in alta qualit?egli originali stessi attraverso i canali ufficiali di vendita. Poco prima di Natale il Senato ha approvato l'Ordine del Giorno (n. G3.174 al DDL n. 1209) per consentire la nascita di altre societ?i intermediazione, raccolta e ripartizione dei compensi del diritto d'autore. A tale proposito gradirei segnalarLe che presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati ?tata depositata, in attesa di valutazione, la PdL N° 185 che va proprio in questa direzione; sempre in attesa del vaglio vi ?inoltre, anche la PdL N° 187, nata con lo scopo di proporre una soluzione atta a legalizzare queste condivisioni attraverso un sistema di licenze collettive. La nuova figura di una societ?he raccolga e ridistribuisca, sulla base di imparziali criteri meritocratici, tutti gli introiti provenienti dalle condivisioni non commerciali attraverso Internet, sarebbe la svolta legalizzatrice di questo fenomeno, procurando, al contempo, ulteriori introiti per i detentori dei diritti di sfruttamento. La invitiamo, quindi, a prendere visione delle succitate PdL nn° 185 e 187, augurandoci che, condividendone la sostanza, voglia far s?he esse ottengano presto l'urgente calendarizzazione dei lavori parlamentari. In un momento storico in cui stanno facendosi largo diverse politiche repressive ed oscurantiste, di cui la Francia ultimamente si sta facendo promotrice, la soluzione individuata nelle licenze collettive potrebbe essere sinonimo, per il Paese che intendesse adottarla, di grande innovazione liberale anche in ambito internazionale. Augurandomi che tale proposta venga al pi?esto presa in giusta considerazione, mi permetto di suggerire che - nel frattempo - quanto meno le opere che hanno ormai concluso il loro primario ciclo commerciale possano essere legittimamente condivise, sempre sottintendendo che ci si stia riferendo ad azioni prive di scopi commerciali. Infatti dopo qualche anno musica, film, libri, ma anche software e videogiochi perdono di interesse e diventano un patrimonio culturale di cui sarebbe bene garantire la pi?pia disponibilit?anche allo scopo di favorire, attraverso la conoscenza, l'eventuale acquisto degli originali di ?qualit? Su questo ultimo punto la nostra Associazione si ?articolarmente impegnata e siamo disponibili in qualsiasi momento ad un incontro, per avere la possibilit?i esporre in modo pi?ticolato la nostra visione di come la liberalizzazione di queste opere possa essere fattibile senza - non soltanto - creare danno al mercato, ma anzi, favorirlo e contribuire nel contempo a farlo crescere ancora di pi? Certi della sua sensibilit?emocratica e quindi anche dell'invito di una rappresentanza della nostra Associazione alle audizioni, Le porgo a nome di tutti gli iscritti i nostri pi?rdiali saluti. Luigi Di Liberto (presidente Associazione Scambio Etico) Hanno sottoscritto questa lettera aperta: Hacking Laboratory Catanzaro SISA - Sindacato Indipendente Scuola Ambiente Meetup Catanzaro Free Software Users Group Italia Free Hardware Foundation Linux Club Italia Associazione Partito Pirata
Autore: Luigi Di Liberto
Registrata il: 06-03-2009 11:07:22
La petizione " CONDIVIDERE NON E' RUBARE: LEGALIZE P2P" è stata creata e scritta da Luigi Di Liberto.
Questa petizione è ospitata presso Firmiamo.it come un servizio pubblico. Firmiamo.it è solo una piattaforma che ospita petizioni. Non c'è alcuna approvazione di questa petizione, espressa o implicita, da parte di Firmiamo.it o dei nostri sponsor.