Dimettetevi per salvare la Democrazia

Statuto della petizione

Lettera aperta ai Parlamentari della Repubblica Italiana

Nel nostro Paese, negli ultimi dieci anni, si è consumato lentamente ed in sordina un golpe che ha ucciso la democrazia, sostituendo ad essa una sorta di dittatura della maggioranza.
Il colpo di Stato e la demolizione della Costituzione si sono realizzati senza bisogno di violenza, ma con risultati immediati e duraturi per quel sistema di potere occulto, esterno alle Istituzioni ed alla politica, che dal dopoguerra sino ad oggi ha governato l’Italia.
Le tappe del processo di normalizzazione sono state scandite da una regia attenta e paziente attraverso:
1. la riforma del sistema elettorale in senso maggioritario, che ha favorito la nascita di due poli di potere politico forti che, con l’eliminazione dei gruppi meno numerosi, assicurano da una parte la stabilità di governo e la eliminazione del dissenso e dall’altra impediscono un vero dibattito parlamentare;
2. il controllo dell’informazione, sia della carta stampata che delle televisioni, da parte del regime al potere, grazie al quale si costruisce un forte consenso, attraverso la manipolazione e la distorsione delle notizie e dei fatti;
3. l’eliminazione, realizzata con l’ultima riforma elettorale, del voto di preferenza e l’introduzione delle liste bloccate, metodo attraverso il quale gli eletti in Parlamento vengono decisi non dai cittadini, bensì dalle segreterie dei partiti nazionali, che hanno trasformato i rappresentanti dei cittadini in vassalli dei potenti di turno ed il Parlamento in un squallido votificio;
4. riforme della Costituzione e delle leggi, soprattutto penali, che hanno trasformato una moderna democrazia occidentale in una sorta di monarchia occulta, dove il sovrano ed i propri cortigiani, insofferenti alle regole, tendono a garantirsi impunità, privilegi e obbedienze, all’insegna di una nuova ideologia di destra, portatrice di idee e valori reazionari.
L’ultimo pericoloso atto della sistematica dissoluzione della democrazia, perpetrato da parte dei poteri forti, arriverà subito dopo l’approvazione di quel ridicolo bluff che è la legge sul federalismo fiscale. Si tratta della riforma della Giustizia studiata dall’avvocato Ghedini e presentata dal Ministro Alfano ad un Parlamento ormai ridotto a votificio.
Il mondo politico, avendo ormai abusato della strategia di presentare i nemici dei loro affari come nemici della libertà e del Paese, dopo aver insistito per troppo tempo sulla criminalizzazione della giustizia, inventando il termine giustizialismo come abuso dello strumento di indagine sui politici e sul malaffare, oggi tentano di chiudere la partita privando la Magistratura dell’autonomia garantita dalla Costituzione.
Con la riforma della Giustizia costruita dal Ministro Alfano, il disegno della P2 di creare un sistema nel quale il potere esecutivo sia svincolato dal controllo degli altri Poteri dello Stato, così da “assorbire gli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrà al suo centro l’informazione”, sarebbe di fatto realizzato.
Il piano di Rinascita democratica della Loggia Massonica di Gelli, infatti, alla voce Riforma della Magistratura prevede: divisione tra ruolo del P.M. e del magistrato, responsabilità del CSM nei confronti del Parlamento. Sono elementi che, di fatto, arrivando alla Riforma Costituzionale chiesta dalla maggioranza di governo, garantirebbero la subordinazione del potere giudiziario al potere legislativo, e quindi eliminerebbe definitivamente il concetto di separazione dei poteri.
Ma in questi giorni un ulteriore attacco ai diritti dei cittadini ed alla democrazia parlamentare è stato sferrato con il DDL Alfano sulle intercettazioni, definito dal Procuratore Capo di Torino Giancarlo Caselli “Un siluro alla sicurezza di tutti i cittadini e l'impunità per fior di delinquenti".
Il DDL Alfano, se approvato anche dalla Camera dei Deputati, metterà definitivamente il bavaglio alla stampa ed all’informazione e servirà a proteggere l’impunità della casta, che, per assicurarsi questo privilegio, incurante degli interessi e della sicurezza dei cittadini, legherà le mani alla Magistratura ed alle Forze dell’Ordine nella lotta contro la criminalità.
La paura e l’insofferenza del regime (e di gran parte della casta) nei confronti dell’informazione è testimoniata anche dal tentativo (per ora riuscito) di eliminare la libertà di opinione dei cittadini, oggi esercitata soprattutto in rete con i blog amatoriali, che il DDL equipara, a livello di responsabilità, ad un qualsiasi quotidiano nazionale. Si tratta di un giro di vite, degno di un regime fascista, al libero scambio di idee realizzato nel rispetto delle elementari regole democratiche.
Questo scenario inquietante pone i Parlamentari di fronte all’esigenza di una presa di posizione molto forte. In questo sistema parlamentare, infatti, non è più garantita la possibilità di fermare, attraverso strumenti democratici, l’instaurazione di un regime autoritario e la cancellazione dei principi fondanti della Costituzione della Repubblica Italiana.
Chiediamo, quindi, ai nostri Parlamentari di seguire un percorso inusitato ed eccezionale, perché eccezionale e straordinaria è la situazione che il nostro Paese sta oggi vivendo, paragonabile solo agli eventi che portarono il Parlamento italiano, nel giugno del 1924, alla secessione dell’Aventino.
Tale esperienza non può essere riproposta, anche perché una simile decisione, oggi come allora, non fermerebbe il regime che governa il nostro Paese. Vi chiediamo, invece, di consegnare ai rispettivi capigruppo della Camera e del Senato le vostre irrevocabili dimissioni dalla carica di Parlamentari della Repubblica. Le lettere di dimissioni potranno essere successivamente presentare nelle mani del Presidente della Repubblica e dei Presidenti delle Camere, così da privare le Assemblee dell’opposizione. In questo modo la minoranza finalmente rinuncerà a quel ridicolo ruolo di semplice comparsa, nel quale è stata relegata, che è utile soltanto a legittimare una maggioranza di regime insofferente alle regole della democrazia.
Il Presidente della Repubblica, considerata la gravità e l’eccezionalità della decisione, non potrà fare altro che sciogliere il Parlamento e avviare il Paese alle elezioni anticipate.
Ci rendiamo conto che la proposta è deflagrante per il sistema politico che conosciamo, ma dobbiamo prendere atto che non è più possibile giocare alcuna partita quando le regole sono ormai incerte, gli equilibri sono saltati e gli arbitri non sono imparziali.
Sono il vostro dovere morale verso i cittadini ed il vostro dovere etico verso i principi di democrazia e libertà contenuti nella Costituzione della Repubblica che vi obbligano a lasciare un Parlamento asservito ad interessi di gruppi di potere che nulla hanno a che vedere con gli interessi collettivi della Nazione.
Preciso impegno dei partiti di opposizione, da rendere pubblico prima delle elezioni, sarà quello di candidarsi allo scopo di eliminare tutti gli elementi di dissoluzione delle regole democratiche, risolvendo le grandi questioni che, in questi ultimi vent’anni, hanno demolito la troppo giovane e debole democrazia italiana.
Ci riferiamo ai temi che hanno infiammato il dibattito pubblico, ma che, inspiegabilmente, il centro sinistra ha ignorato o sottovalutato e cioè:
1. approvazione di una nuova legge elettorale, per il ritorno al sistema proporzionale con sbarramento e voto di preferenza;
2. approvazione di nuova legge sul conflitto di interessi;
3. approvazione della legge sul sistema televisivo e dell’informazione;
4. abrogazione delle leggi vergogna;
5. abrogazione del Lodo Alfano;
6. conferma dei principi cardine della Costituzione;
7. riforma, in chiave più moderna e democratica, del sistema parlamentare.
Avete una grande responsabilità verso il Paese e, richiamandovi proprio ad essa, vi chiediamo il coraggio di fare una scelta così forte: salvate la democrazia, difendete la Costituzione.

donadi_m@camera.it
soro_a@camera.it
casini_p@camera.it
brugger_s@camera.it
finocchiaro_a@posta.senato.it
belisario_f@posta.senato.it
dalia_g@posta.senato.it
pistorio_g@posta.senato.it

Potete inviare la stessa email anche al vostro parlamentare di riferimento di cui trovate l'indirizzo di posta elettronica su questi link:
http://www.camera.it/deputatism/245/documentoxml.asp
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/Sena.html


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Società Futura

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27/06/09

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Presidente: non ci offenda. - societafutura.com http://blog.societafutura.com/post/1207104895/Presidente:+non+ci+offenda
Napolitano deve dimettersi - Amici di Beppe Grillo a Vercelli ... http://beppegrillo.meetup.com/491/boards/thread/7339424/