Statuto della petizione
In 80 paesi del mondo l'omosessualità è ancora considerata un reato penale. In 9 paesi questo reato è punito con la morte.
Il prossimo 10 dicembre, la Francia presenterà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite una proposta di risoluzione per la depenalizzazione universale dell'omosessualità , sottoscritta da tutti i membri dell’Unione Europea compresa l’Italia.
Il Vaticano ha annunciato la propria contrarietà con un’argomentazione che stravolge la realtà : depenalizzare l’omosessualità significherebbe discriminare gli Stati che non riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso! Questa la dichiarazione di mons. Celestino Migliore, osservatore della Santa Sede all'ONU: «(...) si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio†verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni».
Evidentemente si ritiene più importante impedire a gay e lesbiche di sposarsi che difendere il loro diritto universale a vivere liberamente, senza essere incarcerati o condannati a morte.
Da sempre le alte gerarchie vaticane brandiscono la “difesa della vita†contro le scelte di autodeterminazione, come nel caso di Welby, e in tema di procreazione consapevole. Ma questo stesso argomento passa in secondo piano se la vita da difendere è quella delle persone omosessuali.
Se non fosse drammatico, sarebbe ironico che le stesse gerarchie vaticane, che hanno esercitato forti pressioni affinché le “radici cristiane†entrassero nella Costituzione europea, si ritrovino ora schierate contro tutti i paesi europei a fianco dei più integralisti fra i regimi islamici.
Siamo certi che, anche su questo tema, le gerarchie siano molto lontane dal pensiero e dalla sensibilità dei fedeli cattolici, ai quali ci appelliamo affinché si dissocino apertamente dalle parole del rappresentante diplomatico del Vaticano.
Invitiamo i cittadini di ogni religione, quelli che non ne hanno alcuna, le associazioni, i movimenti sociali e politici, le istituzioni di ogni livello a esprimere pubblicamente il proprio dissenso da una posizione in netto contrasto col principio di eguaglianza della Costituzione italiana e coi principi di autodeterminazione e di rispetto della vita privata contenuti nella Carta dei diritti del'Unione Europea e nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Difendiamo il diritto di chiunque a vivere liberamente la propria sessualità , a sviluppare la propria identità di genere, a procreare in piena libertà e consapevolezza.
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