Statuto della petizione
Al Ministro della Pubblica Istruzione
Alla VII Commissione Istruzione della Camera
Alle Organizzazioni Sindacali
Ai Dirigenti Scolastici
All’associazione ANILS
Alle associazioni ANIF ADILT - AISPI Scuola
Noi sottoscritti insegnanti di lingue straniere della scuola secondaria di primo e secondo grado dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Ministro della Pubblica Istruzione on. Gelmini, nella conferenza stampa in data 22/10/2008 desideriamo esprimere la nostra profonda indignazione e preoccupazione per la possibile applicazione del contenuto dell'art. 25, comma 2, del decreto attuativo della riforma del secondo ciclo pubblicato il 18/10/2005 dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti.
“Al fine di offrire agli studenti l’opportunità di conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italiana è data facoltà , nella scuola secondaria di primo grado, alle famiglie che ne facciano richiesta, di utilizzare, per l’apprendimento della predetta lingua, anche il monte ore dedicato alla seconda lingua comunitaria. Tale scelta è effettuata al primo anno della scuola secondaria di primo grado e si intende confermata per l’intero corso della scuola secondaria di primo grado ed anche per i percorsi del secondo ciclo di istruzione e formazione.â€
premesso che
riteniamo semplicemente risibile il dettato del decreto che si dà l’obiettivo “di offrire agli studenti l’opportunità di conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italianaâ€, con ciò auspicando, da parte nostra, che l’apprendimento della lingua nazionale, almeno nelle intenzioni del legislatore, superi i limiti evidenziati regolarmente dalle ricerche internazionali,
dando per acquisito che
il raggiungimento del bilinguismo è un processo molto impegnativo che richiede ben altre risorse di quelle contemplate dal dispositivo legislativo o che possono essere previste negli interventi di competenza delle istituzioni scolastiche,
ritenendo imprescindibile
il dettato del quarto Obiettivo Generale del Libro bianco su istruzione e formazione - Insegnare e apprendere - Verso la società conoscitiva (1995): Conoscenza di tre lingue comunitarie, laddove si dichiara che la conoscenza di “almeno due lingue comunitarie [oltre quella materna]†è ormai una “condizione indispensabile per permettere ai cittadini dell’Unione Europea di beneficiare delle opportunità professionali e personali offerte dal grande mercato interno senza frontiereâ€,
dichiariamo
che non intendiamo accettare uno scenario che dà come pressoché certo e ineluttabile l’asservimento delle diverse lingue e culture (comprese quelle nazionali) al monopolio esclusivo di una lingua –l’inglese- la quale, per questo stesso processo, risulterebbe, da una parte, la lingua dominante e dall’altra, l’espressione di una cultura necessariamente impoverita e semplificata: al contrario, riteniamo indispensabile educare i giovani alla pluralità linguistica e culturale, in un'ottica di apertura, in grado, contemporaneamente, di valorizzare l'insieme del patrimonio storico, culturale e linguistico del nostro continente e di accogliere la ricchezza che viene dai grandi spostamenti di popolazioni che interessano la realtà contemporanea.
E' solo dal confronto tra e con modelli culturali diversi, e non dalla loro omologazione, che la scuola può concorrere a formare persone che, consapevoli della propria identità e appartenenza, sappiano riconoscere e apprezzare il dialogo con "l'altro da sé", diventando con ciò cittadini in una società sempre più vasta e multietnica, dove fondamentali devono essere i valori del rispetto e della tolleranza reciproca.
Per finire, ci si chiede quale investimento il legislatore conti di realizzare con i migliaia di docenti di "seconde lingue comunitarie" che vedranno inevitabilmente diminuire o addirittura scomparire le loro cattedre, senza nemmeno conoscere se e in quali forme si intenda continuare a garantire loro un futuro professionale, dopo aver garantito in questi cinque anni la coperture delle cattedre e relativa continuità , professionalità didattica ( è importante ricordare come gli insegnanti di seconda lingua siano, a causa delle sole due ore settimanali, sobbarcati di doppio lavoro rispetto ai colleghi di lingua inglese che avendo tre ore settimanali hanno meno classi, noi ne abbiamo nove, e quindi meno verifiche e compiti da correggere, noi abbiamo sia verifiche orali che scritte) , investendovi soldi (vedi SSIS, master e corsi di perfezionamento), energie, speranze e progetti di vita. Noi siamo a chiederVi cosa dovrebbero fare tutti questi docenti, oggi che l’Italia, è in netta controtendenza con il resto d’Europa, visto che in tutti i paesi europei si studiano obbligatoriamente due lingue comunitarie.
Agendo in questa direzione, il nostro paese sacrifica il plurilinguismo a favore di qualche ora in più per l’inglese, con la falsa convinzione che queste possano portare la conoscenza di questa lingua pari a quella materna. Così facendo, però, si rischia di interrompere quel processo di integrazione veicolato dall’apprendimento delle lingue comunitarie che tanto sostiene il Trattato di Lisbona e la Commissione europea.
Per tutti questi motivi, chiediamo l'abrogazione del succitato articolo al fine di assicurare a tutte, nessuna esclusa, pari importanza e dignità . Se questo non avverrà , si procederà ad un ulteriore ricorso alla Commissione europea con la richiesta esplicita di intervenire per risolvere definitivamente questa questione incresciosa.
Gli insegnanti di seconda lingua comunitaria della scuola secondaria di I grado (ex scuola media).
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